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ECCO COS’E’ IL MULTICOMPARTO


A partire dal 1° gennaio 2013, ogni iscritto verrà inserito in una delle tre linee di investimento in base alla sua distanza dal pensionamento e, successivamente, nei tempi previsti, passerà automaticamente e gradualmente nella linea successiva.

L I N E A 1 – “S T A C C O” Saranno allocati gli iscritti con un arco temporale che corre tra l’iscrizione al Fondo al momento in cui manchino 15 anni al pensionamento o più. Tenuto conto del lungo periodo nel quale saranno allocati gli iscritti, presenta un obiettivo di alto rendimento (inflazione + 3%).

L I N E A 2 – “V O L O” Saranno allocati gli iscritti con una permanenza di medio periodo nel Fondo, vale a dire da meno di 15 anni a meno di 5 anni al pensionamento. E’ una linea che rappresenta una prima graduale salvaugardia e protezione del rendimento che sarà di media entità (inflazione + 2%).

L I N E A 3 – “A R R I V O” Saranno allocati gli iscritti che avranno una permanenza nel Fondo per un periodo che va da meno di 5 anni fino al pensionamento. Tenuto conto che si tratta della fase finale dell’attività lavorativa e, quindi, del percorso previdenziale, si tratta di un profilo che punta a garantire la massima protezione della posizione previdenziale e presenta un obiettivo di rendimento di contenuta entità (inflazione + 1%).

E’ stato previsto un meccanismo automatico di tutela, chiamato “smoothing”, che attenua i rischi connessi alle uscite/entrate da una delle tre linee relativamente a eventuali particolari momenti di eccessivi ribassi/rialzi dei mercati finanziari nel passaggio da una linea all’altra nel corso della vita lavorativa dell’iscritto. Tale modalità prevede che il passaggio del montante maturato sia graduale e ripartito in tre anni. Si tratta di un’azione concreta che consentirà, al singolo iscritto, di ottenere un’attenuazione del rischio, già a partire dai due anni precedenti il passaggio alla linea successiva. Il 1° gennaio 2013, pertanto, avverrà il “Big-Bang” del Multicomparto che coinciderà con la partenza ufficiale dello stesso, attraverso l’allocazione automatica delle singole posizioni degli Iscritti nelle linee di investimento studiate, come specificato, secondo il principio della vita lavorativa residua di ciascuno rispetto alla prima data di pensionamento INPS prevista dalla normativa vigente (secondo i dati risultanti al Fondo). Inoltre, è contemplato che, a partire dal 2013, nei mesi di agosto e settembre di ogni anno, ogni singolo iscritto potrà richiedere:

1) la revisione del collocamento nelle varie fasce se si trova in una situazione previdenziale diversa da quella risultante al Fondo;

2) di collocare la propria posizione in una linea diversa da quella risultante dal percorso previdenziale delineato dal Fondo uscendo, quindi, volontariamente dal Programma Previdenziale ed entrando in una logica di investimento individuale.
Quest’ultima è una facoltà che, seppur prevista dalla normativa, ci permettiamo vivamente di sconsigliarne l’utilizzo, poiché, bisogna, sempre, ricordare che la propria posizione nel Fondo Pensioni rappresenterà un indispensabile pezzo di previdenza che servirà alla futura serenità previdenziale delle lavoratrici e dei lavoratori. Quindi, non deve essere assolutamente considerato un patrimonio da utilizzare in maniera impropria e ingiusta. La UILCA BNL e i suoi esponenti nel Fondo Pensioni sono a completa disposizione delle colleghe e dei colleghi per ogni ulteriore specifico chiarimento e/o delucidazione.

(da UILCATTIVI n. 9)

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Età pensionabile. Allegato: tabelle età per il pensionamento

2011-10

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Tabella comparativa pensioni

A cura della UILCA

Tabella pensioni donne

A cura della UILCA

Tabella pensioni uomini

A cura della UILCA

FAQ


Cos'è il cosiddetto zainetto?

Lo zainetto è la somma di quanto è stato versato al Fondo Pensioni BNL nel corso dell'intera vita lavorativa a titolo di contribuzione dalla banca e dal lavoratore; negli ultimi anni, a seguito della riforma del TFR, confluiscono verso il Fondo Pensioni anche gli accantonamenti relativi al TFR (con modalità diverse a seconda che il lavoratore abbia scelto esplicitamente la destinazione al fondo o non abbia operato alcuna scelta)

All'epoca della riforma scelsi il Fondo Pensione per accantonare il mio TFR, cosa è successo da allora?
La parte del TFR maturato prima della riforma del 2007 è rimasto presso la Banca; quella maturata successivamente confluisce presso il Fondo Pensioni ed è evidenziata nella rendicontazione annuale che il fondo invia ad ogni iscritto.

Che scelta posso fare in riferimento alla mia quota accumulata nel Fondo Pensioni?
Se sono un "vecchio iscritto" (gli esodandi ricadono tutti in questa categoria) posso scegliere tra la liquidazione del capitale, l'erogazione di una rendita o la liquidazione del 50% in forma di rendita e il residuo 50% a titolo di capitale. Per chi sceglie la rendita c'è la possibilità di decidere tra varie opzioni (per esempio rendita reversibile o non reversibile).

Quando devo effettuare la scelta tra la rendita o il capitale?

A differenza di altri adempimenti legati all'esodo (esempio la domanda per l'assegno INPDAP o la reiscrizione alla Cassa sanitaria) non c'è un termine perentorio per fare questa scelta; nell'incertezza sulla scelta un esodato potrebbe anche aspettare degli anni (nel frattempo il suo zainetto si incrementa degli eventuali rendimenti annuali del Fondo).

Mi conviene scegliere la rendita o il capitale?
La rendita diventerebbe conveniente nel momento in cui la durata della vita dell'iscritto al Fondo superasse in maniera significativa la durata media della vita calcolata dagli istituti di statistica (per esempio ISTAT); peccato che nessuno possa sapere in anticipo a quanti anni andremo incontro al congedo dalla vita terrena.

Se vado in esodo devo versare qualcosa al Fondo Fensioni BNL?
Nell'ambito della somma corrisposta dalla Banca a titolo di incentivazione all'esodo una parte della stessa viene erogata per il completamento della contribuzione al Fondo Pensioni; l'effettivo versamento al Fondo di detta quota è opportuno solo per i colleghi che hanno già deciso di optare per la rendita.

Se vado in esodo devo versare qualcosa all'INPS?
No.

Chi deve pagare i miei contributi?
La Banca. Il pagamento dei contributi a titolo di contribuzione volontaria a cura del lavoratore aveva luogo durante la vigenza dell'accordo aziendale cosidetto "scivolo BNL" (1998/2003); all'epoca la banca erogava un ammontare mensile che il collega in scivolo usava per il suo mantenimento, per il versamento dei contributi INPS e per quelli al Fondo Pensione.


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